Poeti Estinti

ultimo aggiornamento - 24 febbraio 2010

Home | Comune di Gallicchio | APT Basilicata | Unpli Nazionale | Unpli Basilicata | Regione Basilicata | Provincia di Potenza

 

Poeta estinto - A. S.

Cade la pioggia e

infrange il quadro

di un’estate afosa.

Il ticchettio monotono

sostituisce l’allegro canto

dei campi mietuti e

con uno sbadiglio

l’autunno si affaccia ai nostri luoghi.

 

L’inafferrabile tua immagine

è  pioggia

che rattrista con un

velo finissimo di rimpianti

la mia vita.

Così  bagna il mio viso

ed una goccia

piano s’avvia fino a toccare

il cuore.

 

Solenne rito

che sfugge all’uomo

mai si perde nell’immensità

del suo essere

e sempre ritrova la via

ogni volta sgorgando

con un fiume di lacrime

a velare il tuo volto

che i miei occhi

catturano

in brevissimi istanti

a  formare collane di perle, e

ghirlande

che ornano il mare dei ricordi.

 

Poeta estinto - L. V.

Il senso del Natale

 

È venuto sulla terra.

E non ha scelto la via diplomatica.

Non ha avvertito i grandi.

Non ha informato i potenti.

Non l’ha fatto sapere ai sacerdoti.

Ha scavalcato la gerarchia.

 

Dio è nato in una stalla.

 

Gioia immensa perché all’uomo viene dischiusa

una possibilità che poteva sembrare pazzesca.

Dio si è fatto uomo perché l’uomo potesse diventare Dio!!!

A pensarci bene è da impazzire di gioia.

 

E invece no.

Rifiutiamo la gioia.

Cristo è venuto a portare la vita,

la felicità,

una felicità che sapeva tutti gli orizzonti terreni.

E noi lo consideriamo un intruso,

un guastafeste, un nemico della libertà.

 

Abbiamo l’impressione che venga a rubarci i nostri “ nutrimenti terreni ”

in cui affondiamo denti e unghie.

 

Il presepe ci ricorda che tutti noi siamo dei profanatori della religione di Cristo,

che rosicchiamo in pace le piccole gioie umane,

barricati sulla terra in un placido egoismo

e sempre pronti a salire sul palcoscenico

e recitare una volta all’anno la parte dei buoni.

 

Si, ci prendiamo il lusso

addirittura il lusso di sentirci buoni una volta l’anno.

 

La stalla che si apre dalle viscere della terra

ci ricorda che dinanzi a Dio

che non ha onore di essere uno di noi

siamo dei poveri peccatori che anche in questo Natale,

vicini alla gioia di sentirci redenti,

portiamo l’infinita tristezza di non essere ancora cristiani.

 

Scrivi alla Pro loco - ©2004-2009  Pro-Loco Gallicchio | WebMaster Dr. Vincenzo Spina