18 marzo 2006 - il fuoco di san giuseppe

La Pro Loco unitamente ai giovani della Federcaccia hanno organizzato il rito della tradizione del fuoco di S. Giuseppe nella piazza principale del paese.

Tutti i nostri giovani si sono dati appuntamento nella nostra piazza grande per realizzare una tradizione antica come la storia del nostro paese, quella dei fuochi in onore di S. Giuseppe.

Un ricordo va ad alcuni di loro per l'impegno profuso per la realizzazione della splendida serata che si è conclusa con la distribuzioni delle penne all'arrabbiata cucinate dal grande maestro cuoco Ponce: Massimo, Valerio, Gaetano, Maurizio, Mario, Renato, Giovanni, Giuseppe, Gemello, Jack, Mario, Gianuario...

e i più piccoli: Gabriele, Giuseppe, Andrea, Luigi, Filippo..

Ottima la partecipazione della popolazione, dai più piccoli ai più grandi, fino a tarda serata.

 

Tratto da "Nuove luci lucane" di Padre Tito e Rocco Robertella

18 Marzo.

È  la vigilia di S. Giuseppe... Non si vedono più le giovinette, i giovani, i ragazzi correre a frotta in cerca di frasca, ginestra e altri simili combustibili, per onorare il Santo Protettore, con grossi FUOCHI di gioia!

Fino a qualche anno fa per ogni rione si doveva fare in un largo un grosso FUOCO, sia alla vigilia che alla sera della festa. Tutti quelli del rione correvano per le campagne a tagliare ginestre od altro; ne facevano dei grossi fasci e li trasportavano in quei luoghi prestabiliti...

Si faceva a gara fra i vari rioni, a chi faceva il fuoco più grande e che resisteva di più.

In ogni largo prestabilito, al centro, si scavava un buco e vi si piantava un albero, di elce per lo più, al, quale si attaccavano materiali secchi, per lo più i così detti "cistarielli ", e lo si circondava di frasca.

Verso un'ora di notte suonava la campana della Chiesa Madre e tutti, a quel segnale, accendevano i fuochi contemporaneamente...

Tutti del vicinato uscivano dalle loro abitazioni, disponendosi a cerchio intorno al gran fuoco e cantavano, fino a quando il fuoco cessava.

Tutti i giovanetti del paese... in comitive, qualche volta preceduti da qualche loro compagno, che suonava la zampogna o l'organetto, facevano il giro del paese... e... ove si faceva il fuoco sostavano, conti­nuando a suonare; ed i più animosi facevano a gara a chi meglio faceva un salto per sopra il gran fuoco.

Le ragazze cantavano ed adocchiavano il loro sposo; qualche canzone, qualche amorosa parolina e poi la comitiva continuava il giro, sostando... dove altro fuoco vi era.

Quanta gioia inondava gli animi di quella gente sana... Quanta ingenua allegria... Quanta serenità in quegli animi rozzi... ma gentili.