|

Madonna
del Carmine
Santa
Maria del Carmine,
donna
madre d’amore,
donaci
la grazia dello stupore.
Il mondo
ci ha rubato la capacità di stupirci.
L’anima
è riarsa come il greto di un torrente senz’acqua.
Ci
sfugge l’ora in cui il primo acino d’uva rosseggia
tra i pampini,
viviamo
stagioni senza primizie di vendemmia.
Tu che
hai provato le sorprese di Dio,
restituisci, ti preghiamo, il gusto delle esperienze
che salvano,
e non
farci mancare le gioie degli incontri decisivi
che
abbiano il sapore della prima volta.
Riaccendi in noi, gli antichi fervori che ci
bruciavano dentro,
quando
bastava un nonnulla per farci trasalire di gioia:
il rosso
di sera dopo un temporale,
il
crepitare del ceppo che d’inverno sorvegliava i
rientri in casa,
il
sopraggiungere delle rondini in primavera,
l’acre
odore che si sprigionava dalla stretta dei frantoi,
le
cantilene autunnali che giungevano dai castagneti,
l’inconfondibile profumo di una donna da amare
per
tutta quanta la vita,
l’incurvarsi tenero e misterioso del grembo materno,
il
profumo di spigo che irrompeva quando si preparava
una culla.
E, ormai
figli dei mille surrogati che ci assediano,
rischiamo di non aspettarci più nulla
neppure
da quelle promesse
che sono
state realizzate dal sangue del tuo Figlio
che
porti adagiato sul tuo petto, Madre della tenerezza.
Santa
Maria, dolce Madre del Carmelo,
conforta
il dolore delle madri per i loro figli,
usciti
un giorno di casa, non sono tornati ma più,
perché
dispersi dalla furia del mare
o perché
travolti dalle tempeste della vita.
Ti
affidiamo i giovani,
i
giovani che non riescono a vivere vocazioni forti e
definitive,
accontentandosi del triste fluire di giorni senza
futuro.
Madre,
dona a noi e ai gallicchiesi sparsi nel mondo,
la
liberazione dal male:
ci
sentiamo più figli del crepuscolo
che
profeti di un futuro migliore.
Sentinella del mattino,
ridestaci nel cuore la passione di essere cristiani
così da
essere pienamente uomini
in un
paese che si sente già stanco.
Portaci,
finalmente arpa e cetra,
perché
con te vogliamo svegliare l’aurora.
Amen. |